Riscaldare casa con i pannelli solari termici, la normativa

La tecnologia dei pannelli solari termici è una valida alternativa al fotovoltaico in quanto all’utilizzo di calore a basso costo e con un investimento facilmente ammortizzabile grazie al nuovo “Conto energia termico” di prossima attuazione.

Questa tecnologia soddisfa la richiesta di calore dell’utente che può scegliere di riscaldare la sola acqua sanitaria oppure il clima degli ambienti in cui vive.

Stiamo parlando di un sistema energetico con il miglior rapporto tra costi e benefici  ma la sua convenienza è maggiore in funzione dell’aumento quantitativo dei consumi. Per quanto riguarda la sola acqua calda, lo spazio occupato dai pannelli per ogni persona e di 1 m² mentre se l’impiego riguarda anche il riscaldamento si arriva a circa 3 m².

Da oggi esiste finalmente un quadro normativo chiaro anche per il solare termico, anche se al momento attuale è ancora una bozza semi definitiva: il “conto energia termico”. Ma come funzionerà in concreto?

Il sistema di incentivazione vale sia per i privati che per le pubbliche amministrazioni e si applica: al solare termico, alle caldaie a biomassa, alle pompe di calore geotermiche e agli scalda acqua a pompa di calore.

Si ha diritto agli incentivi entro i 35 kW di potenza, ed essi sono erogati in due anni. Sopra questa taglia il periodo di incentivazione è spalmato in cinque anni.

Per fare un esempio, un impianto solare termico per una famiglia di quattro persone che costa all’incirca € 3.600 ha diritto ad un incentivo pari a € 1.360 in due anni; una pompa di calore elettrica da 24 kWt che ne costa € 6.400 attrarrebbe € 2.772 di premio in due anni; una stufa a pellet da 22 kWt di potenza consentirebbe un rientro di € 1.392 per lo stesso periodo.

Come per il fotovoltaico c’è un tetto massimo di budget annuo disponibile degli gli incentivi erogabili, superato il quale sarà possibile riceverli solo previa rivisitazione del limite di spesa. Per il primo anno è stato stabilito un di settecento milioni di Euro per i privati e 200 milioni di Euro per il pubblico che potrebbero anche variare nella fase di approvazione che spetta alla conferenza Stato Regioni.

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