Umidità
L’umidità rappresenta uno dei problemi più frequenti all’interno di una casa, causata generalmente da:
1. acqua piovana
2. condensa
3. rottura delle tubature di impianti idraulici
4. risalita capillare
Essa non è responsabile solo di danni materiali, come ad esempio il distacco dell’intonaco e formazione di muffe, ma può provocare odori sgradevoli e creare danni alla salute.
Le zone più colpite sono le mansarde e i sottotetti, le cantine, i locali sottotetto con tetto piano in cemento armato.
Acqua piovana
Nelle mansarde e nei sottotetti, le macchie si presentano nel soffitto o vicino alla gronda e, se l’acqua è penetrata più abbondantemente, anche lungo le pareti; la causa maggiore è sicuramente l’acqua piovana. Spesso l’acqua entra nella parte più alta vicino al colmo del tetto a causa dello spostamento dei coppi per effetto del vento o della neve, oppure per intasamento della grondaia o discontinuità dell’impermeabilizzazione del tetto.
Per rimediare a tutto questo bisogna:
* individuare la causa;
* operare a risanare i danni, sistemando le tegole e procedere ad una impermeabilizzazione al di sotto di esse con una guaina e prodotti appositi;
* pulire i canali di deflusso dell’acqua dalle ostruzioni. Nel caso di mansarde con tetto a falde in legno, oltre a riparare il tetto, sostituire e riconsolidare i legni danneggiati dall’acqua con resine impregnanti specifiche.
Nei locali sottotetto in edifici con tetto piano in cemento armato, le cause principali di formazione di macchie, aloni di umidità, che normalmente si trovano vicino i muri perimetrali, sono un’impermeabilizzazione malfatta lungo i bordi del terrazzo, l’intasamento o la rottura di un pluviale. Se invece la macchia si presenta nel mezzo del soffitto, soprattutto quando si accende il riscaldamento in un locale con riscaldamento a pannelli solari, la causa è la rottura della serpentina: provvedere dunque a riparare il tubo, sostituendo l’elemento danneggiato.
Per risanare, invece, laddove il fenomeno si è già verificato, bisogna procedere a ricostruire l’impermeabilizzazione e bloccare la guaina sotto la pressione di un elemento inchiodato al muro e poi reintubare il raccordo che perde.
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Condensa
In un bagno, in una cucina o in un seminterrato le macchie e gli aloni di umidità si manifestano in inverno, a causa dell’umidità di condensa, ossia l’umidità sotto forma di vapore che, toccando una superficie fredda, si trasforma in acqua, oppure a causa della rottura o l’intasamento delle tubature che vanno dal tetto verso il suolo. L’umidità di condensa può formarsi anche al di sotto dei pavimenti, ad esempio sotto le mattonelle, dove la muffa tra le fughe ne crea il distacco, o sotto un rivestimento in parquet, dove si verificano rigonfiamenti dei listelli di legno.
Un consiglio volto ad evitare la formazione di muffe è quello di ventilare spesso i locali, utilizzare materiali traspiranti e correggere le caratteristiche costruttive che generano un punto freddo migliorandone, dunque, l'isolamento.
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Rotture delle tubazioni di impianti idraulici
In caso di rotture delle tubazioni di impianti idraulici (come il carico e scarico dell'acqua, il riscaldamento e il condizionamento ed i pluviali incassati nella muratura) si consiglia di chiamare l’idraulico e il muratore e provvedere alla riparazione.
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Risalita capillare
Molto più fastidiosi e costosi sono i problemi che derivano dall’umidità di risalita capillare che, attraverso la porosità dei materiali da costruzione, contribuisce alla formazione di macchie e crepe piuttosto vistose sulle pareti, con il relativo distacco dell’intonaco.
Fenomeni di questo genere, sono rilevabili soprattutto in case di vecchia costruzione e nelle cantine e seminterrati; ecco perché in questi locali la sensazione di freddo è maggiore rispetto ad un appartamento al 2° piano.
I rimedi più in uso, oltre alla deumidificazione elettrica, sono:
1. Barriera fisica;
2. Barriera chimica;
3. Elettrosmosi.
La barriera fisica consiste nell’inserimento di lastre impermeabili alla base della muratura interessata e sostituzione degli intonaci utilizzati con degli altri specifici macroporosi che bloccano il flusso di umidità.
La barriera chimica consiste nel perforare i muri in linea orizzontale, e nei fori iniettare delle speciali resine che contrastano l’adesione delle molecole d’acqua; il tutto viene ricoperto sempre con intonaco macroporoso.
L’elettrosmosi consiste nella formazione di un campo magnetico tra il muro e il terreno, tramite una serie di elettrodi, che con polarità uguali a quello presente respingono l’acqua.
1. acqua piovana
2. condensa
3. rottura delle tubature di impianti idraulici
4. risalita capillare
Essa non è responsabile solo di danni materiali, come ad esempio il distacco dell’intonaco e formazione di muffe, ma può provocare odori sgradevoli e creare danni alla salute.
Le zone più colpite sono le mansarde e i sottotetti, le cantine, i locali sottotetto con tetto piano in cemento armato.
Acqua piovana
Nelle mansarde e nei sottotetti, le macchie si presentano nel soffitto o vicino alla gronda e, se l’acqua è penetrata più abbondantemente, anche lungo le pareti; la causa maggiore è sicuramente l’acqua piovana. Spesso l’acqua entra nella parte più alta vicino al colmo del tetto a causa dello spostamento dei coppi per effetto del vento o della neve, oppure per intasamento della grondaia o discontinuità dell’impermeabilizzazione del tetto.
Per rimediare a tutto questo bisogna:
* individuare la causa;
* operare a risanare i danni, sistemando le tegole e procedere ad una impermeabilizzazione al di sotto di esse con una guaina e prodotti appositi;
* pulire i canali di deflusso dell’acqua dalle ostruzioni. Nel caso di mansarde con tetto a falde in legno, oltre a riparare il tetto, sostituire e riconsolidare i legni danneggiati dall’acqua con resine impregnanti specifiche.
Nei locali sottotetto in edifici con tetto piano in cemento armato, le cause principali di formazione di macchie, aloni di umidità, che normalmente si trovano vicino i muri perimetrali, sono un’impermeabilizzazione malfatta lungo i bordi del terrazzo, l’intasamento o la rottura di un pluviale. Se invece la macchia si presenta nel mezzo del soffitto, soprattutto quando si accende il riscaldamento in un locale con riscaldamento a pannelli solari, la causa è la rottura della serpentina: provvedere dunque a riparare il tubo, sostituendo l’elemento danneggiato.
Per risanare, invece, laddove il fenomeno si è già verificato, bisogna procedere a ricostruire l’impermeabilizzazione e bloccare la guaina sotto la pressione di un elemento inchiodato al muro e poi reintubare il raccordo che perde.
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Condensa
In un bagno, in una cucina o in un seminterrato le macchie e gli aloni di umidità si manifestano in inverno, a causa dell’umidità di condensa, ossia l’umidità sotto forma di vapore che, toccando una superficie fredda, si trasforma in acqua, oppure a causa della rottura o l’intasamento delle tubature che vanno dal tetto verso il suolo. L’umidità di condensa può formarsi anche al di sotto dei pavimenti, ad esempio sotto le mattonelle, dove la muffa tra le fughe ne crea il distacco, o sotto un rivestimento in parquet, dove si verificano rigonfiamenti dei listelli di legno.
Un consiglio volto ad evitare la formazione di muffe è quello di ventilare spesso i locali, utilizzare materiali traspiranti e correggere le caratteristiche costruttive che generano un punto freddo migliorandone, dunque, l'isolamento.
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Rotture delle tubazioni di impianti idraulici
In caso di rotture delle tubazioni di impianti idraulici (come il carico e scarico dell'acqua, il riscaldamento e il condizionamento ed i pluviali incassati nella muratura) si consiglia di chiamare l’idraulico e il muratore e provvedere alla riparazione.
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Risalita capillare
Molto più fastidiosi e costosi sono i problemi che derivano dall’umidità di risalita capillare che, attraverso la porosità dei materiali da costruzione, contribuisce alla formazione di macchie e crepe piuttosto vistose sulle pareti, con il relativo distacco dell’intonaco.
Fenomeni di questo genere, sono rilevabili soprattutto in case di vecchia costruzione e nelle cantine e seminterrati; ecco perché in questi locali la sensazione di freddo è maggiore rispetto ad un appartamento al 2° piano.
I rimedi più in uso, oltre alla deumidificazione elettrica, sono:
1. Barriera fisica;
2. Barriera chimica;
3. Elettrosmosi.
La barriera fisica consiste nell’inserimento di lastre impermeabili alla base della muratura interessata e sostituzione degli intonaci utilizzati con degli altri specifici macroporosi che bloccano il flusso di umidità.
La barriera chimica consiste nel perforare i muri in linea orizzontale, e nei fori iniettare delle speciali resine che contrastano l’adesione delle molecole d’acqua; il tutto viene ricoperto sempre con intonaco macroporoso.
L’elettrosmosi consiste nella formazione di un campo magnetico tra il muro e il terreno, tramite una serie di elettrodi, che con polarità uguali a quello presente respingono l’acqua.
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