Tipi, formati e posa in opera
A seconda dei tipi e dei formati del parquet si usano le seguenti distinzioni:
Il parquet massiccio o tradizionale
Il parquet prelevigato
Il parquet prefinito
1. I tipi di posa
2. Le geometrie di posa
3. La finitura
Il parquet massiccio o tradizionale: le tavolette realizzate per le pavimentazioni tradizionali possono essere di piccole dimensioni con forma regolare (nel caso del Mosaico), di medie dimensioni con i fianchi leggermente inclinati (Lamparquet o Listoncino) o di medie e grandi dimensioni, lavorate lateralmente ad incastro a "maschio e femmina"per favorirne la stabilità (Listone).
Il parquet prelevigato: Con questa denominazione si indicano generalmente elementi di legno o insieme di elementi costituiti da più strati, lavorati sui fianchi a maschio e femmina preventivamente già calibrati e levigati.
Il parquet prefinito: Con questa denominazione si indicano generalmente elementi di legno o insieme di elementi costituiti da più strati, lavorati sui fianchi a maschio e femmina preventivamente già calibrati, levigati e verniciati prima della loro posa in opera.
Le dimensioni delle doghe di legno dovrebbero rispettare dei criteri di proporzione.
La regola più usata risulta quella del x5.
In pratica si moltiplica lo spessore del legno per 5 ottenendo la larghezza della doga e ancora per 5 per avere il valore della lunghezza.
Esempio: se il parquet che abbiamo scelto è di 10 mm di spessore, la lunghezza della doga risulterà di 50 mm. di larghezza e 250 di lunghezza.
Questa caratteristica conferisce stabilità alla stecca.
Molto importante è la precisione del taglio e della calibratura della doga che solo alcune aziende produttrici possono garantire.
Oltre le doghe tradizionali esistono dei formati di varie dimensioni come i listoni che partono da larghezze da 140 a 180 mm e lunghezze fino a 300 mm. Gli spessori in questo caso sono composti a strati su supporto di legno di betulla o compensato su cui viene incollato un foglio di 5 mm. di spessore di legno.
I tipi di posa
Il sistema più diffuso per la posa in opera delle pavimentazioni in legno è quello dell' incollaggio. Le doghe vengono incollate ad un sottofondo di cemento con idonei collanti. Il fondo deve essere bene asciugato e il più delle volte bisogna aspettare circa due mesi prima dell'effettiva posa. Molte volte per abbreviare i tempi e in caso di ristrutturazioni, si applica il pavimento in legno direttamente sul vecchio pavimento oppure su un sottofondo in pannelli in truciolare che viene adagiato su un letto di malta cementizia in modo da rendere piano il massetto sottostante. In questo ultimo caso i tempi di stagionatura sono solo di 20 giorni.
La posa tramite chiodatura viene fatta quando il pavimento ligneo è in doghe di forte spessore, (20 mm.), o con listelli di lunghezza fino a tre metri.
Per permettere la chiodatura il listello ha una sezione ad incastro.
Il sottofondo viene realizzato con massetto in conglomerato cementizio e con correnti di abete poggiate ogni 25 cm. , sui cui vengono inchiodate le stecche. Oppure con letto di malta e pannelli in truciolare.
La posa galleggiante o flottante, in cui il rivestimento non è incollato sul supporto, viene utilizzata solo per particolari tipi di pavimenti prefinti di dimensioni generalmente rilevanti.
Il parquet può essere posato anche su rivestimenti precedenti; una volta preparato il supporto si procede alla posa.
Le geometrie di posa
Sono numerose le geometrie di posa intese come i disegni che nascono accostando i singoli elementi che compongono un pavimento in legno.
Le più usate sono:
#
A spina pesce (centrale o in diagonale) o con fascia e bindello. La geometria di posa con fascia e bindello. Consente di correggere le irregolarità geometriche del locale.
#
A tolda di nave o a cassero o a correre, che può essere irregolare o regolare, dritto o diagonale. Il parquet posato a cassero regolare, con il listello parallelo alla parete corta del locale, crea l’effetto riallargare la stanza, mentre il listello parallelo alla parete lunga crea l’effetto di allungamento, il disegno di posa diagonale non sottolinea alcuna dimensione.
#
A scacchiera (o a quadro).
#
Artistiche (caratterizzate da complessi disegni).
torna su
La finitura
Un pavimento in legno (escluso un prefinito, che viene verniciato dal produttore), ha la fase di finitura effettuata in tre modalità:
#
Verniciatura: generalmente costituita da una mano di fondo e successivamente da più mani di vernice; la mano di fondo ha la funzione di chiudere le porosità del legno, isolare le sostanze in esso contenute per evitare cambiamenti di tonalità e garantire una superficie uniforme. La vernice applicata in una o più mani serve a creare una pellicola, trasparente, che protegge dalle sollecitazioni esterne e facilita la manutenzione del pavimento. Le vernici possono avere vari gradi di brillantezza e si distinguono in: lucide, semilucide, satinate, opache.
#
Ceratura: è possibile in alternativa alla verniciatura; generalmente è compatibile con tutti i legni, ed è il trattamento che maggiormente esalta il colore naturale del legno. La ceratura ,a differenza della verniciatura, richiede maggiore manutenzione.
#
I trattamenti ad olio: questo trattamento non forma un film superficiale, ma genera una vera e propria impregnazione del legno, pur lasciandolo traspirare. Questo sistema usualmente “carica” la tonalità del legno e richiede a volte una maggiore manutenzione.
Il parquet massiccio o tradizionale
Il parquet prelevigato
Il parquet prefinito
1. I tipi di posa
2. Le geometrie di posa
3. La finitura
Il parquet massiccio o tradizionale: le tavolette realizzate per le pavimentazioni tradizionali possono essere di piccole dimensioni con forma regolare (nel caso del Mosaico), di medie dimensioni con i fianchi leggermente inclinati (Lamparquet o Listoncino) o di medie e grandi dimensioni, lavorate lateralmente ad incastro a "maschio e femmina"per favorirne la stabilità (Listone).
Il parquet prelevigato: Con questa denominazione si indicano generalmente elementi di legno o insieme di elementi costituiti da più strati, lavorati sui fianchi a maschio e femmina preventivamente già calibrati e levigati.
Il parquet prefinito: Con questa denominazione si indicano generalmente elementi di legno o insieme di elementi costituiti da più strati, lavorati sui fianchi a maschio e femmina preventivamente già calibrati, levigati e verniciati prima della loro posa in opera.
Le dimensioni delle doghe di legno dovrebbero rispettare dei criteri di proporzione.
La regola più usata risulta quella del x5.
In pratica si moltiplica lo spessore del legno per 5 ottenendo la larghezza della doga e ancora per 5 per avere il valore della lunghezza.
Esempio: se il parquet che abbiamo scelto è di 10 mm di spessore, la lunghezza della doga risulterà di 50 mm. di larghezza e 250 di lunghezza.
Questa caratteristica conferisce stabilità alla stecca.
Molto importante è la precisione del taglio e della calibratura della doga che solo alcune aziende produttrici possono garantire.
Oltre le doghe tradizionali esistono dei formati di varie dimensioni come i listoni che partono da larghezze da 140 a 180 mm e lunghezze fino a 300 mm. Gli spessori in questo caso sono composti a strati su supporto di legno di betulla o compensato su cui viene incollato un foglio di 5 mm. di spessore di legno.
I tipi di posa
Il sistema più diffuso per la posa in opera delle pavimentazioni in legno è quello dell' incollaggio. Le doghe vengono incollate ad un sottofondo di cemento con idonei collanti. Il fondo deve essere bene asciugato e il più delle volte bisogna aspettare circa due mesi prima dell'effettiva posa. Molte volte per abbreviare i tempi e in caso di ristrutturazioni, si applica il pavimento in legno direttamente sul vecchio pavimento oppure su un sottofondo in pannelli in truciolare che viene adagiato su un letto di malta cementizia in modo da rendere piano il massetto sottostante. In questo ultimo caso i tempi di stagionatura sono solo di 20 giorni.
La posa tramite chiodatura viene fatta quando il pavimento ligneo è in doghe di forte spessore, (20 mm.), o con listelli di lunghezza fino a tre metri.
Per permettere la chiodatura il listello ha una sezione ad incastro.
Il sottofondo viene realizzato con massetto in conglomerato cementizio e con correnti di abete poggiate ogni 25 cm. , sui cui vengono inchiodate le stecche. Oppure con letto di malta e pannelli in truciolare.
La posa galleggiante o flottante, in cui il rivestimento non è incollato sul supporto, viene utilizzata solo per particolari tipi di pavimenti prefinti di dimensioni generalmente rilevanti.
Il parquet può essere posato anche su rivestimenti precedenti; una volta preparato il supporto si procede alla posa.
Le geometrie di posa
Sono numerose le geometrie di posa intese come i disegni che nascono accostando i singoli elementi che compongono un pavimento in legno.
Le più usate sono:
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A spina pesce (centrale o in diagonale) o con fascia e bindello. La geometria di posa con fascia e bindello. Consente di correggere le irregolarità geometriche del locale.
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A tolda di nave o a cassero o a correre, che può essere irregolare o regolare, dritto o diagonale. Il parquet posato a cassero regolare, con il listello parallelo alla parete corta del locale, crea l’effetto riallargare la stanza, mentre il listello parallelo alla parete lunga crea l’effetto di allungamento, il disegno di posa diagonale non sottolinea alcuna dimensione.
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A scacchiera (o a quadro).
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Artistiche (caratterizzate da complessi disegni).
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La finitura
Un pavimento in legno (escluso un prefinito, che viene verniciato dal produttore), ha la fase di finitura effettuata in tre modalità:
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Verniciatura: generalmente costituita da una mano di fondo e successivamente da più mani di vernice; la mano di fondo ha la funzione di chiudere le porosità del legno, isolare le sostanze in esso contenute per evitare cambiamenti di tonalità e garantire una superficie uniforme. La vernice applicata in una o più mani serve a creare una pellicola, trasparente, che protegge dalle sollecitazioni esterne e facilita la manutenzione del pavimento. Le vernici possono avere vari gradi di brillantezza e si distinguono in: lucide, semilucide, satinate, opache.
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Ceratura: è possibile in alternativa alla verniciatura; generalmente è compatibile con tutti i legni, ed è il trattamento che maggiormente esalta il colore naturale del legno. La ceratura ,a differenza della verniciatura, richiede maggiore manutenzione.
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I trattamenti ad olio: questo trattamento non forma un film superficiale, ma genera una vera e propria impregnazione del legno, pur lasciandolo traspirare. Questo sistema usualmente “carica” la tonalità del legno e richiede a volte una maggiore manutenzione.
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