Le pavimentazioni ed i rivestimenti
Il legno e l'argilla
In questo campo la tradizione produttiva italiana è veramente di grande qualità e ricchezza tecnica e formale. Escludendo ovviamente i materiali sintetici, i materiali per la pavimentazione ed il rivestimento sono in bioedilizia sempre principalmente quelli già più volte ricordati che per questo possono essere considerati dei veri archetipi del costruire nonostante i numerosi tentativi di sostituirli. Il legno e l'argilla sono infatti onnipresenti in questo settore in forma di parquet e di piastrelle in cotto, gres, klinker, ceramica.
Uno spazio marginale occupano invece i pavimenti tessili in fibre vegetali (cocco, sisal ecc.) o animali (lana) che per i problemi igienici legati all'accumulo di polvere, acari e altri microrganismi vanno usati con molta parsimonia.
Per quanto riguarda il legno valgono ovviamente le considerazioni già fatte sul suo trattamento. Un parquet verniciato con una vernice poliuretanica perde molte caratteristiche proprie dei legno e diventa oggettivamente un pavimento 'sintetico'. Tra i legni di produzione nazionale ottimi da utilizzare per la pavimentazione interna sono l'abete, il castagno, il cipresso, il faggio, il larice, il pino marittimo, silvestre, il pioppo e la robinia.
Sono preferibili le essenze autoctone, evitando così consumi ed inquinamento dovuti al trasporto.
Quindi scegliamo quei legni in cui siano state utilizzate sostanze naturali, come quelle estraibili dalla corteccia e dalle foglie delle stesse piante, ad esempio dal castagno, dal pino, dalla quercia. Sono ottimi antiparassitari tali da poter essere impiegati su travi e strutture portanti.
Infine se vogliamo evidenziare le venature ed i giochi di colore del nostro legno, proteggendolo al tempo stesso, potremo applicare oli naturali, gommalacca o resine naturali.
Per quanto riguarda la ceramica va ricordato che le altissime temperature di cottura a cui l'argilla è sottoposta determinano una vetrificazione del materiale che gli fa perdere le sue doti di assorbenza e traspirabità in cambio di una, a volte necessaria, impermeabilità. Piccole superfici impermeabili all'interno di una costruzione non alterano ovviamente le sue caratteristiche complessive. Va ricordato comunque che l'industria ceramica italiana ha un forte impatto ambientale determinato soprattutto dai prodotti utilizzati per la decorazione, spesso coloranti sintetici o a base di metalli pesanti pericolosi. Una scelta di sobrietà può quindi aiutare i fiumi e i suoli delle zone di produzione.
In questo campo la tradizione produttiva italiana è veramente di grande qualità e ricchezza tecnica e formale. Escludendo ovviamente i materiali sintetici, i materiali per la pavimentazione ed il rivestimento sono in bioedilizia sempre principalmente quelli già più volte ricordati che per questo possono essere considerati dei veri archetipi del costruire nonostante i numerosi tentativi di sostituirli. Il legno e l'argilla sono infatti onnipresenti in questo settore in forma di parquet e di piastrelle in cotto, gres, klinker, ceramica.
Uno spazio marginale occupano invece i pavimenti tessili in fibre vegetali (cocco, sisal ecc.) o animali (lana) che per i problemi igienici legati all'accumulo di polvere, acari e altri microrganismi vanno usati con molta parsimonia.
Per quanto riguarda il legno valgono ovviamente le considerazioni già fatte sul suo trattamento. Un parquet verniciato con una vernice poliuretanica perde molte caratteristiche proprie dei legno e diventa oggettivamente un pavimento 'sintetico'. Tra i legni di produzione nazionale ottimi da utilizzare per la pavimentazione interna sono l'abete, il castagno, il cipresso, il faggio, il larice, il pino marittimo, silvestre, il pioppo e la robinia.
Sono preferibili le essenze autoctone, evitando così consumi ed inquinamento dovuti al trasporto.
Quindi scegliamo quei legni in cui siano state utilizzate sostanze naturali, come quelle estraibili dalla corteccia e dalle foglie delle stesse piante, ad esempio dal castagno, dal pino, dalla quercia. Sono ottimi antiparassitari tali da poter essere impiegati su travi e strutture portanti.
Infine se vogliamo evidenziare le venature ed i giochi di colore del nostro legno, proteggendolo al tempo stesso, potremo applicare oli naturali, gommalacca o resine naturali.
Per quanto riguarda la ceramica va ricordato che le altissime temperature di cottura a cui l'argilla è sottoposta determinano una vetrificazione del materiale che gli fa perdere le sue doti di assorbenza e traspirabità in cambio di una, a volte necessaria, impermeabilità. Piccole superfici impermeabili all'interno di una costruzione non alterano ovviamente le sue caratteristiche complessive. Va ricordato comunque che l'industria ceramica italiana ha un forte impatto ambientale determinato soprattutto dai prodotti utilizzati per la decorazione, spesso coloranti sintetici o a base di metalli pesanti pericolosi. Una scelta di sobrietà può quindi aiutare i fiumi e i suoli delle zone di produzione.
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