La Manutenzione
Ora forniamo alcuni rapidi consigli per garantire il vostro tappeto.
1) Il posizionamento.
Per assicurare una lunga vita al vostro tappeto è bene osservare certe attenzioni: essendo fatto con sostanze organiche che hanno una naturale esigenza di aria per mantenersi in buone condizioni, bisogna avere l'accortezza di non tenere il tappeto in luoghi troppo piccoli e bui, mentre sono da evitare senz'altro i luoghi eccessivamente umidi; è consigliabile poi non mettere un tappeto sotto mobili molto pesanti, sotto il tavolo da pranzo e vicino alla porta di ingresso, (molte persone hanno l'abitudine di strusciare i piedi: l'effetto abrasivo delle scarpe è simile a quello della carta vetrata). Nel caso che sia proprio necessario mettere il tappeto sotto dei mobili pesanti, per proteggerlo dall'usura si consiglia di appoggiare le gambe dei mobili su delle speciali coppe in plastica o vetro che sono appositamente studiate per distribuire meglio il peso.
2) La cura del pelo.
Come abbiamo detto, il pelo del tappeto è composto dai fili di lana che emergono dai nodi. Col tempo, l'uso e la polvere questi fili finiscono con l'appiattirsi sul tappeto e il pelo, anche se conserva una certa nitidezza dei contorni dei vari motivi, non ha più lo spessore originale. In questo stato il tappeto è soggetto ad una maggiore usura dal momento che il pelo non ha più la possibilità di risollevarsi. Quindi, almeno ogni quattro-cinque anni, si consiglia una pulizia completa al fine di fare gonfiare di nuovo il pelo.
Per conservare al meglio il tappeto pulitelo giornalmente con una scopa molto morbida e ogni settimana servendovi di un aspirapolvere non troppo potente, badando a non rovinare le frange e passando l'apparecchio anche sulla parte inferiore. Si consiglia di evitare l'uso di battipanni, specie se elettrici; nel caso sia indispensabile l'uso di tale aggeggio bisogna avere l'avvertenza di battere il tappeto solo sul rovescio.
3) Il lavaggio.
Il lavaggio non va considerato soltanto sotto il profilo igienico, ma è importante anche per la preservazione delle fibre naturali che riacquistano morbidezza, vivacità nei colori e lucentezza. Oggi lo smog e le sostanze chimiche presenti nell'atmosfera si depositano sul pelo e, aggiungendosi alla polvere, formano una patina di grasso: col tempo questa patina si secca provocando l'irrigidimento delle fibre e il loro sgretolamento. Pertanto si deve ricorrere a detergenti efficaci e delicati. Ogni quattro-cinque anni è bene fare lavare il tappeto, soprattutto se di grande valore, da una ditta specializzata, perché questa è un'operazione assai delicata. Se invece il tappeto ha un valore che non giustifica la spesa di un lavaggio presso uno specialista, potete effettuarlo voi stessi. Prima di eseguire l'operazione si consiglia di provare la resistenza al lavaggio di ogni colore eseguendo un test molto semplice: prendete un batuffolo di cotone bianco, inumiditelo leggermente e strofinate delicatamente ogni zona di colore. Se il colore non stinge sul batuffolo di cotone, potete lavare il tappeto badando a non usare mai alcun detersivo. Se anche un solo colore stinge, vi conviene rivolgervi ad uno specialista. Lo stesso test può essere effettuato inumidendo direttamente una piccola parte del tappeto e passandovi sopra un pezzo di carta assorbente pulita per controllare che non vi rimangano tracce di colore. I tappeti di piccolo formato possono essere lavati nella vasca da bagno con acqua tiepida: se il tessuto è delicato, si consiglia di sistemare il tappetino su di una rete di nylon in modo da evitare pericolose tensioni quando viene tolto dall'acqua. Un tappeto di grandi dimensioni invece può essere lavato all'aperto, meglio se in una giornata ventosa, steso sopra un foglio di politene. Una volta spruzzata l'acqua, si strofina delicatamente con una spazzola di setola morbida, si risciacqua accuratamente e si lascia asciugare.
4) Le macchie.
Nel caso vi capiti di versare qualche cosa sul vostro tappeto, occorre intervenire immediatamente tamponando la zona con una batuffolo di cotone secco e assorbente: si consiglia anche di mettere un foglio di giornale sotto al tappeto per proteggere il pavimento nel caso che un colore possa stingere. Quindi si può pulire la macchia col sapone di Marsiglia, sciacquare e fare seccare il più rapidamente possibile, ricordandosi di aerare il tappeto sollevando le parti bagnate. Mai impiegare smacchiatori a meno che non si sia certi del tipo di coloranti utilizzati nella fabbricazione del tappeto.
5) Le tarme.
Le tarme: in questi casi si deve irrorare il tappeto con disinfestanti specifici e rinchiuderlo in contenitori a tenuta stagna per almeno un mese. Dopo un lavaggio energico, si procede al restauro. Uno stratagemma per evitare il pericolo delle tarme è quello di mettere nel locale un vaso con delle piume: le tarme trascureranno certamente il tappeto per deporre le loro uova sulle piume.
1) Il posizionamento.
Per assicurare una lunga vita al vostro tappeto è bene osservare certe attenzioni: essendo fatto con sostanze organiche che hanno una naturale esigenza di aria per mantenersi in buone condizioni, bisogna avere l'accortezza di non tenere il tappeto in luoghi troppo piccoli e bui, mentre sono da evitare senz'altro i luoghi eccessivamente umidi; è consigliabile poi non mettere un tappeto sotto mobili molto pesanti, sotto il tavolo da pranzo e vicino alla porta di ingresso, (molte persone hanno l'abitudine di strusciare i piedi: l'effetto abrasivo delle scarpe è simile a quello della carta vetrata). Nel caso che sia proprio necessario mettere il tappeto sotto dei mobili pesanti, per proteggerlo dall'usura si consiglia di appoggiare le gambe dei mobili su delle speciali coppe in plastica o vetro che sono appositamente studiate per distribuire meglio il peso.
2) La cura del pelo.
Come abbiamo detto, il pelo del tappeto è composto dai fili di lana che emergono dai nodi. Col tempo, l'uso e la polvere questi fili finiscono con l'appiattirsi sul tappeto e il pelo, anche se conserva una certa nitidezza dei contorni dei vari motivi, non ha più lo spessore originale. In questo stato il tappeto è soggetto ad una maggiore usura dal momento che il pelo non ha più la possibilità di risollevarsi. Quindi, almeno ogni quattro-cinque anni, si consiglia una pulizia completa al fine di fare gonfiare di nuovo il pelo.
Per conservare al meglio il tappeto pulitelo giornalmente con una scopa molto morbida e ogni settimana servendovi di un aspirapolvere non troppo potente, badando a non rovinare le frange e passando l'apparecchio anche sulla parte inferiore. Si consiglia di evitare l'uso di battipanni, specie se elettrici; nel caso sia indispensabile l'uso di tale aggeggio bisogna avere l'avvertenza di battere il tappeto solo sul rovescio.
3) Il lavaggio.
Il lavaggio non va considerato soltanto sotto il profilo igienico, ma è importante anche per la preservazione delle fibre naturali che riacquistano morbidezza, vivacità nei colori e lucentezza. Oggi lo smog e le sostanze chimiche presenti nell'atmosfera si depositano sul pelo e, aggiungendosi alla polvere, formano una patina di grasso: col tempo questa patina si secca provocando l'irrigidimento delle fibre e il loro sgretolamento. Pertanto si deve ricorrere a detergenti efficaci e delicati. Ogni quattro-cinque anni è bene fare lavare il tappeto, soprattutto se di grande valore, da una ditta specializzata, perché questa è un'operazione assai delicata. Se invece il tappeto ha un valore che non giustifica la spesa di un lavaggio presso uno specialista, potete effettuarlo voi stessi. Prima di eseguire l'operazione si consiglia di provare la resistenza al lavaggio di ogni colore eseguendo un test molto semplice: prendete un batuffolo di cotone bianco, inumiditelo leggermente e strofinate delicatamente ogni zona di colore. Se il colore non stinge sul batuffolo di cotone, potete lavare il tappeto badando a non usare mai alcun detersivo. Se anche un solo colore stinge, vi conviene rivolgervi ad uno specialista. Lo stesso test può essere effettuato inumidendo direttamente una piccola parte del tappeto e passandovi sopra un pezzo di carta assorbente pulita per controllare che non vi rimangano tracce di colore. I tappeti di piccolo formato possono essere lavati nella vasca da bagno con acqua tiepida: se il tessuto è delicato, si consiglia di sistemare il tappetino su di una rete di nylon in modo da evitare pericolose tensioni quando viene tolto dall'acqua. Un tappeto di grandi dimensioni invece può essere lavato all'aperto, meglio se in una giornata ventosa, steso sopra un foglio di politene. Una volta spruzzata l'acqua, si strofina delicatamente con una spazzola di setola morbida, si risciacqua accuratamente e si lascia asciugare.
4) Le macchie.
Nel caso vi capiti di versare qualche cosa sul vostro tappeto, occorre intervenire immediatamente tamponando la zona con una batuffolo di cotone secco e assorbente: si consiglia anche di mettere un foglio di giornale sotto al tappeto per proteggere il pavimento nel caso che un colore possa stingere. Quindi si può pulire la macchia col sapone di Marsiglia, sciacquare e fare seccare il più rapidamente possibile, ricordandosi di aerare il tappeto sollevando le parti bagnate. Mai impiegare smacchiatori a meno che non si sia certi del tipo di coloranti utilizzati nella fabbricazione del tappeto.
5) Le tarme.
Le tarme: in questi casi si deve irrorare il tappeto con disinfestanti specifici e rinchiuderlo in contenitori a tenuta stagna per almeno un mese. Dopo un lavaggio energico, si procede al restauro. Uno stratagemma per evitare il pericolo delle tarme è quello di mettere nel locale un vaso con delle piume: le tarme trascureranno certamente il tappeto per deporre le loro uova sulle piume.
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