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Gli impianti antifurto

Si va dalla semplice sirena ai sofisticati impianti ad infrarossi.

La protezione perimetrale esterna.
Si tratta di quei sistemi progettati per impedire il solo avvicinamento all'area protetta. Adatti soprattutto alla protezione di edifici isolati: case, ville, capannoni industriali, eventualmente circondati da terreni (giardini, prati, parchi di proprietà).
Il vantaggio che questo tipo di protezione offre è quello di salvaguardare soprattutto l'incolumità fisica e psicologica degli abitanti della zona protetta ma, da sola, non basta a preservare i beni contenuti nell'abitazione, poiché una volta superato questo ostacolo, l'intruso non incontrerebbe altri impedimenti davanti a sé.

Esistono sul mercato due principali prodotti:

* Le barriere a infrarossi attivi, costituite da raggi fotoelettrici tra trasmettitore e ricevitore (disposti su apposite colonne), che creano uno sbarramento ideale che circonda la zona da proteggere. L'allarme viene determinato dall'interruzione di questa rete invisibile.
* Le barriere a microonde, che formano una fascia invisibile di protezione a forma di grosso sigaro (3 4 metri di diametro) che si genera tra trasmettitore e ricevitore, contornando la zona protetta. Anche in questo caso l'attraversamento della fascia genera l'allarme.

Protezione perimetrale interna.
La difesa dell'area perimetrale interna di un ambiente è la soluzione più usata, perché garantisce una protezione non solo nei confronti del patrimonio custodito ma anche delle persone che vi abitano. Il suo scopo è quello di impedire l'ingresso di intrusi nell'area interna protetta (edificio, alloggio, locali di lavoro, ecc.).

Mentre in passato questo tipo di protezione poteva fare conto esclusivamente su metodologie tradizionali di difesa passiva, oggi grazie all'ausilio dell'elettronica abbiamo a disposizione sistemi più sofisticati e in definitiva più sicuri che appartengono alla difesa attiva.

* I contatti magnetici, sono elementi che danno luogo ad un allarme quando si verifica un allontanamento delle due parti di cui sono composte. Possono essere applicati a porte, finestre e tapparelle.
Ad esempio, il primo elemento (magnetico), senza filo, viene fissato alla parte scorrevole (tapparella, infisso), mentre il secondo, con filo, rimane sulla parte fissa (cassonetto, battente della porta).
Essi rilevano la presenza dell'intruso nell'atto dell'apertura ma, in alcuni casi, possono essere soggetti a possibili manipolazioni da parte di persone specializzate.
* Le barriere ad infrarossi attivi, costituite da raggi che attraversano l'area di una o più finestre generando, se interrotti in un qualche punto, un'immediata segnalazione di allarme.
* I rivelatori di rottura vetri, costituiti da microfoni che percepiscono le frequenze ultrasoniche, create dalla rottura del vetro.
* I rivelatori di vibrazione o sismici, costituiti da microfoni selettivi che avvertono rumori e vibrazioni anche impercettibili, così raffinati da captare a distanza l'azione della lancia termica. Vengono applicati con funzione di antisfondamento soprattutto a casseforti e caveaux blindati.
* Gli infrarossi a tenda, costituiti da un raggio piatto che forma una sorta di muro invisibile (tenda), il cui attraversamento dà luogo all'allarme. Possono essere applicati a porte, vetrate, finestre, lucernari ossia a qualunque possibile accesso dall'esterno.

Protezione volumetrica interna.
Alla protezione volumetrica interna è affidato il compito di impedire di raggiungere zone o elementi di particolare interesse. Da sottolineare che è oggi possibile realizzare una protezione volumetrica "parzializzata", ossia limitata a una o più zone ben specifiche, quando gli abitanti sono in casa, durante le ore notturne; in una villa ad esempio è possibile escludere il piano superiore dove è altamente improbabile che giunga l'intruso, in quanto quest'ultimo deve necessariamente passare dal piano inferiore, soggetto, durante le ore notturne, alla protezione volumetrica. Prendendo il caso di un appartamento si può ad esempio escludere la "zona notte", dove gli abitanti possono aggirarsi come di consueto, limitando la protezione alla "zona giorno", generalmente più ricca di oggetti di interesse. Un'eventuale intrusione in questa zona farà scattare la relativa segnalazione di allarme tramite una serie di sistemi.

I sistemi di protezione volumetrica sono basati su differenti principi che corrispondono a diverse caratteristiche di uso e applicazione. Tra questi possiamo citare:

* Le microonde sono emanazioni elettromagnetiche ad altissima frequenza. Ogni massa fisica in movimento nell'ambiente protetto da queste onde viene rilevata e fa scattare l'allarme. Da sottolineare che le microonde utilizzate dai sistemi di difesa si basano su frequenze altissime (con potenze di emissione molto piccole) e di conseguenza non risultano in alcun modo dannose per gli esseri viventi.
* Gli infrarossi passivi costituiscono un fascio sensibile alla temperatura dei corpi in attraversamento della zona protetta. La rivelazione di temperatura è differenziale, ossia riferita ai gradi di differenza in un ambito di tempo prestabilito e quindi risulta scarsamente sensibile alle variazioni ambientali (sole, accensione del riscaldamento etc.).
* Il sensore a doppia tecnologia è costituito da un abbinamento di un infrarosso e di una microonda, e rappresenta l'estrema evoluzione del mercato in questo settore, in quanto accomuna i vantaggi dei due sistemi, eliminando gli inconvenienti dovuti ai falsi allarmi. La segnalazione di allarme si verifica infatti esclusivamente se entrambi i sensori forniscono una segnalazione contemporanea.

In conclusione, è importante che la protezione volumetrica tenga conto delle caratteristiche dell'ambiente da difendere, della protezione fisica preesistente e dell'eventuale protezione perimetrale esterna e/o interna. Infatti un buon impianto di sicurezza deve rappresentare un insieme omogeneo, equilibrato e proporzionato alle finalità.

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